IN MORTE DELL’AVVOCATO CORRADO RUTA

Pubblichiamo senza commenti  l’esposto denuncia presentato da daniele ruta, relativo alla morte del padre
avvenuta a Modica il 25  Aprile del 1991. Con le pagine Catone mio padre che saranno successive troverete il grande romanzo della vita dell’uomo,del politico, del padre.

ESPOSTO DENUNCIA

Gentile Procuratore nazionale antimafia
    
     Procura Nazionale Antimafia    via Giulia 52 Roma

e p.c. Gentile Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi
                                                               Quirinale ROMA

e p.c. Procura Generale presso la Suprema Corte di Cassazione
                                                                    Palazzo di Giustizia
                                                                    Piazza Cavour Roma

Io sottoscritto daniele ruta, nato a Ragusa il 18 settembre 1963 espongo quanto segue:

Mio padre, l’avvocato Corrado Ruta, tra i fondatori in Sicilia del Partito d’Azione, esponente di spicco del
Partito Socialista negli anni sessanta, fondatore del Partito Comunista della Sicilia ed autore di numerose battaglie civili, muore il 25 aprile del 1991. La versione ufficiale accreditata dagli organi di polizia e’ suicidio per caduta dal ponte Gurrieri di Modica.
Negli ultimi anni ho pazientemente lavorato ad alcune ricerche che avrebbero dovuto aiutarmi nella stesura di
un libro sulla vita di mio padre.
E senza immaginare che, con alcune risultanze, la versione sulla sua morte non era piu’ cosi’ scontata.
Per semplicita’  riassumero’ tre punti fondamentali che, qualora mi fosse richiesto, avro’ modo di esplicitare con piu’ completezza.

1) Ci sono molte circostanze sugli ultimi istanti di vita e di morte di mio padre che non coincidono ma che
anzi si contraddicono.

2) Un testimone riferisce che mio padre sarebbe stato ucciso e poi buttato dal ponte Gurrieri. L’intervista, da me realizzata, e’ stata pubblicata da un periodico romano nel marzo del 2005.

3)Il medico legale giunto sul posto dove giaceva il cadavere di mio padre a mia domanda mi ha
testualmente risposto: “Il cadavere di suo padre non aveva sangue”. Elemento questo che avrebbe dovuto quantomeno portare le autorita’ ad effettuare un’autopsia che invece non e’ stata fatta.

Per queste ragioni signor Procuratore le chiedo di disporre , con effetto immediato, nuove indagini e la
riapertura dell’inchiesta autorizzando le operazioni alla Direzione Investigativa di Roma a cui assegnare
pieni poteri ispettivi. Ritengo questo un passaggio fondamentale poiche’, al di la’ delle circostanze, la
lettura della morte di mio padre si apre in uno scenario prettamente ambientale con una condanna civile gia’
annunciata da una umanita’ perversa e paludosa che potrebbe essere riassunta dai titoli della stampa locale.
A cominciare dalla “Sicilia” di Ciancio.
E’ l’umanita’ vigliacca che e’ forte con i deboli e debole con i forti e che colpisce  solo coloro che non hanno
piu’ nessun strumento per difendersi. Mio padre era tutto diverso da costoro, tutto l’opposto.
Anche per questo le chiedo di agire.

li’ 21 aprile 2006                                                                                          Molto Cordialmente
                                                                                                                    Daniele Ruta

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