I PREMI LETTERARI SONO INUTILI

I DIALOGHI  TRA UN IRLANDESE E DANIELE RUTA

 

Irlandese: Inutili?

Da tempo…..

Irlandese: E oggi?

Ancora più inutili. Senza nulla togliere al valore di una più ampia diffusione democratica del pensiero. E’ chiaro che è sempre auspicabile la presentazione di

migliaia di liste che concorrono alle elezioni rispetto ad una sola lista. E , con questo stesso auspicio, non bisogna mai permettere che in una libreria si trovi solo il testo della cultura dominante o di un regime ideologico e teologico anche se il prezzo è quello di andare a cercare il buon libro tra miliardi di quintali di

carta.

Irlandese: E i concorsi, il loro numero, rispecchiano questa realtà?

Già, parafrasando una frase dello scrittore Michele Pantaleone:” Nulla è mafia se tutto diventa mafia”, possiamo dire che “nulla può trovarsi nella letteratura se tutto diventa letteratura”. Ma il vero problema non è tanto questo, la questione drammatica è tutta interna ad un problema che non si risolve.

Irlandese:  Ovvero?

Tutti hanno il diritto di scrivere, di pubblicare e concorrere. E questo deve essere visto come un principio conquistato che va tutelato. Ma è in questo principio che si nasconde il trucco, il grande imbroglio di un nuovo sistema di potere che controlla la “cultura”, il pensiero e le menti.

Irlandese: Questo è un passaggio molto delicato.

L’hai detto, molto delicato perché attaccare l’imbroglio significa oggi collocarsi tra quella fascia di “vecchi tromboni” oramai superati e dimenticati che volevano la cultura prodotta e gestita da una propria elite, da una propria famiglia. In questo senso oggi l’imbroglio è inattaccabile come il capitalismo e, come il capitalismo, che non ha più bisogno di mostrare i suoi muscoli,  l’imbroglio non teme controcultura , analisi, investigazioni o indagini sociali. Se c’è un attacco al

sistema, l’imbroglio reagisce riversando su questo attacco milioni di quintali di carta con la forma dei libri.  E milioni di   informazioni inutili e ripetute disattivano l’idea nuova, geniale e rivoluzionaria che potrebbe generare l’attacco e poi la rinascita di un mondo nuovo. L’idea si perde, anche se cercata, si perde nel grande deserto dove ogni granello che lo compone è un messaggio che non serve o serve solo a confondere o a dare al messaggio vero lo stesso valore

facendolo diventare come gli altri messaggi. Se non addirittura un messaggio di più scarso valore.

Irlandese: Un deserto che si estende come le distanze universali oggi con

il ciberspazio, internet, i social. Ma come spiegarlo questo imbroglio, come denunciarlo?

E’ difficile, si rischia di sbagliare. Il trucco è così articolato e così raffinato che riesce a prenderti con te, darti parola, proporti un’alternativa. Il trucco ti ricorda

che se prima i “tromboni” non ti davano parola, non ti permettevano di comunicare con il mondo, oggi grazie alla rivoluzione del ciberspazio ognuno di noi non ha più alibi. La chiave è appesa alla porta, tutti possono aprire la stanza.

Volevi fare il vero giornalista? Oggi puoi. Hai da dire qualcosa di importante?

Puoi farlo. Prima dovevi confrontarti con l’idiota del giornaletto locale, con i mediocri dei vari livelli delle comunicazioni più ampie. Ed eri naturalmente bocciato, censurato, frainteso, il tuo pensiero riassunto. Oggi la grande strada sembra aspettarti senza blocchi di accesso alla partenza. Il trucco ti ripete che non hai più alibi, il solo che può frenarti è il solo te stesso. Del resto, caro irlandese, questo dialogo sembra la dimostrazione lampante che il trucco non mente e che noi stiamo comunicando al mondo.

Irlandese: E allora? Come rispondi?

Torniamo ad una origine senza andare troppo lontano ma ad una origine che precede la grande rivoluzione telematica. Il trucco utilizzava ancora i libri e la

carta e i mezzi di comunicazione tradizionale. Era ben celato il trucco tra le varie e contrapposte libertà della trasmissione del pensiero. Apparentemente tutto si

poteva dire ma la condizione per poterlo fare non era nascosta. Parlavi e diventavi protagonista solo se riuscivi a ritagliarti un tuo spazio dentro la “casta”.

Il filtro era il compromesso, dovevi riuscire a vendere una parte della tua anima o tutta di essa per entrare nello studio di lancio per traghettare verso il mondo il

tuo essere, la tua persona, la tua identità e ti accorgevi che, già compromesso dal gesto di comprare il biglietto di accesso, la tua anima aveva deteriorato i suoi

contenuti.

Irlandese: Alternative?

Scrivere un messaggio, infilarlo in una bottiglia e lanciarlo nell’oceano. Tuttavia, la fabbrica del pensiero aveva bisogno di produrre la sua energia. Il libro non più balocco ma prodotto capace con le strategie di marketing di fare soldi. Il pensiero lasciato ai margini non appariva pertanto come quello di un uomo vittima della sua anima non piegata, ma come il fenomeno di un personaggio che non si era

adeguato o non aveva capito o non aveva saputo entrare nelle logiche di casta e, in quelle conseguenti del marketing industriale. Ma in questo contesto tutto era salvo. La libertà di pensiero, le possibilità democratiche, le alternative per le

manifestazioni e realizzazioni personali. C’è la democrazia, tutto va bene. Quello che verrà sarà ancora meglio. Dimenticando le anime perdute, il sistema offre ora la rivoluzione del ciberspazio ricordando che chi non ha avuto parola non

aveva niente di importante da dire e che non gli è stato fatto alcun danno e

adesso anche costoro possono entrare in comunicazione con il mondo.

Irlandese: Stringi italiano!

Va bene, stringo chiedendoti cosa si intende per rivoluzione?

Irlandese: Io credo in sintesi annullare il passato, ripartire con l’idea nuova che deve però salvare le cose migliori se il passato le ha avute.

Bene, ma la logica di casta e il marketing del pensiero sono ancora attori di questo momento, sono dentro la rivoluzione del ciberspazio. Ecco svelato il trucco, la rivoluzione è finta, solo apparente e il deserto che estende, sempre più grande lo estende, serve a dare un volto nuovo alla casta e al marketing, serve a portare più soldi al marketing e più poteri alla casta. L’anima che non si vende può solo sperare che il suo messaggio nella bottiglia sia raccolto da qualcuno.

Questo solo aspetto è cambiato. Al posto del mediocre e dell’idiota ora c’è una

intelligenza che può aspettarti, con pazienza, guardando da uno scoglio il grande oceano e l’arrivo della bottiglia.

Irlandese: E’ poco?

E’ quasi niente, ma potrebbe essere tutto.

Irlandese: Che vuoi dire?

Il potere del sistema è stato geniale con la sua finta rivoluzione che ha solo dato una nuova identità ai suoi pilastri del marketing e della casta. Ha lanciato la sua equazione con il potere del deserto che conserva il trucco del “tutto equivale al niente” ma ha dovuto lasciare aperta una breccia per moltiplicare il suo potere

stratosferico.

Irlandese: La bottiglia che ora può essere lanciata nell’oceano?

Già, è una fessura piccola piccola che non è possibile controllare, gli si può buttare dentro solo sabbia, tanta sabbia del deserto, ma è una ferita che può sempre aprirsi e tornare a fare entrare i virus del pensiero e dell’intelligenza.

Irlandese: Dovevamo parlare dei concorsi inutili….invece ora possiamo stancare qualcuno con questa lettura.

Stancare? Allora rimandiamo alla prossima puntata il tema che ci aveva fatto

cominciare così, se un lettore c’è, meglio intenderà quello che vogliamo dire sui

concorsi letterari.

Irlandese: Se un lettore c’è? Intendi quell’anima, forse solitaria, che, attaccata alla roccia e con la vista diretta al grande spazio del mare, aspetta la tua bottiglia?

Si, un uomo o una donna, un nuovo mondo, l’umanità della vera rivoluzione. L’alba della luce, quel piccolo raggio che il trucco ha dovuto inventare sapendo che non lo avrebbe potuto bendare. Il parto, il figlio guerriero, il vero drago generato da una madre degenerata. La più grande rivoluzione della storia umana.

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