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I DIALOGHI TRA UN ISLANDESE E DANIELE RUTA

Rosa Luxemburg scriveva “socialismo o barbarie”

E già, ma col finale della sua vita aveva  capito  che sarebbe stato solo barbarie e infatti affrettò il suo carnefice dicendogli:”Spara!”.

Un poeta ha voluto dedicare una riflessione alle barbarie ma ciò che è interessante è la connessione che fa tra facebook  e quello che vede per le strade.

Sindaci e sindachesse, uomini e donne a celebrare la fine della prima guerra, la vittoria, la patria e poi parlare di pace. Lo stesso farebbero per tutte le guerre per poi parlare di tutta la pace. Una stupidità e una banalità del male oggi con facebook amplificata all’ennesima potenza.

Questo dice il poeta?

Vede in facebook il fenomeno che conferma l’assenza di ogni possibile speranza in un mondo di morti per cui sono inutili i morti del passato e del presente e lo saranno anche quelli del futuro prima di una totale e conseguenziale estinzione dell’umanità.

Cos’altro dice il poeta?

Ricorda che il padrone di questo facebook  sarebbe stato classificato come il quinto uomo più ricco del mondo e, secondo il poeta, depositario di una ricchezza costruita sulla pelle di milioni di falliti, milioni di solitudini, milioni di individui che pensano di esistere e di essere ancora vivi grazie allo strumento che gli permette di apparire e di comunicare in una realtà in cui nessuno appare e si confronta veramente. Una analogia con lo sterminio con l’aggravante di uno sterminio diverso ma spacciato per liberazione dei popoli e democrazia universale. E del resto, a pensarci bene, i poteri che volevano le guerre senza sporcarsi di sangue e mandando sempre gli altri al massacro incitavano i popoli con lo stesso messaggio:”Libertà, giustizia! Libertà, giustizia, contro l’oppressore!”.

Allora, mettiamo che questo poeta non sia pazzo, ma valutiamo i benefici dello strumento.

Appunto, valutiamo…

Le denunce dei crimini alle persone e agli essere più indifesi, i vecchi, i bambini, gli animali…

Si, valutiamo

In piccola parte la misura ha un suo effetto, ma, all’opposto, vi è una moltiplicazione di criminali che compiono azioni orrorifiche contro tutti gli esseri in funzione proprio di apparire su facebook, azioni che non si sarebbero probabilmente consumate senza il social network.

E la democrazia?

Prova a pensare alla letteratura. Nulla è letteratura se tutto diventa letteratura. Allora non è tanto importante che un pensatore possa oggi riuscire a comunicare con mille persone, cosa che in effetti in passato non poteva fare. E’ importante invece che le grandi corporazioni e i gruppi di potere possano veicolare i loro messaggi spacciandoli per verità e ungendoli di giustizia. E’ l’altra faccia della medaglia, girandola non vedi più il santo, quello che appare è il mostro.

E’ vero, i nuovi regimi stravincono, vedi il Brasile, o gli Stati Uniti, o tutto il resto.

Ma, senza dare troppa importanza al poeta, ti sei mai chiesto come mai l’idea del ciberspazio sia partito dalla Nasa e dai migliori pensatori dei servizi? C’è un video dove un povero bambino viene decapitato dai terroristi islamici solo perché ascoltava della musica. E’ confuso, non capisce quello che sta succedendo, forse è drogato e i terroristi appaiono molto divertiti.

Allora?

Questo orrore accadeva anche prima, anche quando non vi era la possibilità di vederlo, ma ora la possibilità di far vedere quella scena a tutta l’umanità annulla di colpo il pensiero del pacifismo e della non violenza obbligando le persone a fare due sole scelte: o stai con i buoni o stai con i cattivi ma sempre dentro la violenza. I pensatori del ciberspazio hanno raggiunto il risultato.

Ma allora? Io mi sento confuso….allora che fare? E sono ancora più confuso se penso che questo dialogo possa essere letto tra i ghiacci del polo nord e più confuso ancora se penso che prima sarebbe rimasto solo una discussione tra di noi.

Mettiamo che stiamo dicendo cose importanti…

Si appunto, cose importanti ma che sono ora in comunicazione con il mondo grazie a quelli che hanno raggiunto il risultato di cui parlavi.  Questo all’ennesima potenza ancora mi confonde.

Capisco, e non puoi non confonderti. E’ come se il mostro assumesse a tratti la faccia dell’angelo. Aspettiamo di sapere se il poeta si inventa qualcosa di nuovo per rispondere a questa gigantesca contraddizione.

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