I Sette Angeli di Spagna (ANTEPRIMA)

GLI ANGELI DI SPAGNA (ANTEPRIMA)

Erano sette gli angeli di Spagna e tutti amavano la stessa donna, amavano i ricordi della terra, della Spagna e della donna. Ma, mentre  la terra e la Spagna erano reali, la donna che avevano amato
era immaginata e immaginaria. Alta, bella, sensibile,una grande tenerezza
non espressa che la rendeva crudele. Sarebbe stato impossibile sopravvivere alla sua mancanza ma
gli angeli erano cosi’ divenuti perche’ morti lo stesso. Ora stavano bene, si erano liberati dal dolore
della mancanza d’amore e dalle tenebre del silenzio. Qualche volta dall’alto cercavano tracce,
indizi che potessero dimostrare di essere stati cercati da vivi dalla donna d’amore. Niente, segnali
nessuno. La donna immaginata d’amore restava crudele. Qualche volta invocavano gli angeli
fratelli chiedendo loro di tornare in vita e di far apparire davvero la donna immaginata, poiche’,
la vita, non avrebbe avuto senso senza il frutto d’amore. Volevano che fosse vera e viva la donna immaginata e volevano da lei essere cercati. Invocavano in tutte le dimensioni di luci e
di colori la richiesta di un perdono totale da parte dell’amore ma questo agli stessi angeli
fratelli appariva assurdo. Che cosa avrebbe dovuto perdonare una donna che non c’era?
Quali colpe avrebbe potuto condonare?
Gli uomini erano diventati angeli nello stesso istante sebbene in terre distinte della Spagna e,
nell’istante esatto del trapasso una potenza di luce aveva illuminato i loro volti, e aveva permesso
ai morti di conoscersi, di confrontare le loro storie, la loro vita, tutto il vissuto di ogni esistenza.
Poco prima della morte i sette uomini avevano guardato con dolore le terre,i mari, le montagne
e gli oceani allo stesso modo di come,qualche volta, avevano fatto in vita cercando di estinguere
con la vista del dolore il vero male dell’amore. In loro,sia da vivi, ma soprattutto adesso che erano morti, c’era tutta scritta dentro il cuore una sorprendente immagine geografica dei posti, delle
terre e dei mari, del tutto distinto di Spagna. Una ricchezza di visioni raccolte durante la loro
vita per cercare di capire e amare il mondo divenivano ora un bagaglio segreto in cui collocare
gli amori perduti. Il bagaglio come un balocco con cui giocare,fantasticare, rivedere le scene
, riperterle per aggiungere i vissuti che si volevano ma che non si sono consumati. Perche’
anche da angeli si puo’ rischiare di impazzire quando il tutto non e’ chiaro, quando si ama
ma c’e’ distanza, quando ci si vuole toccare ma non c’e’ incontro. Il misterioso inconoscibile
della mente, del cervello e del pensiero ora gli angeli con i loro strumenti potevano cercare di
sondare ben coscienti che sarebbe stato piu’ difficile di ogni cosa da capire, assai piu’
difficile che capire l’universo stesso.

A Madrid, in un piccolo e angusto appartamento, vive Irald Coep. E’ un uomo basso, ha quasi sessanta anni e sembra portare addosso i segni della vita. Nessuno ha mai saputo da dove arriva veramente e che cosa fa’
per tirare avanti. Ma lui non ha nessuno con cui parlare e pertanto a nessuno deve spiegare niente.
Conosce solo i piccoli commercianti del barrio dove compra il pane, il giornale, le sigarette o fa’ la spesa.
Tutti curiosi naturalmente verso questo omino solitario venuto chissa’ da dove e che vive gia’ a Madrid da piu’ di dieci anni. Irald Coep e’ un tipo pratico, sa’ che se soddisfa la curiosita’ di uno, questo soddisfera’ la
curiosita’ dei tanti. E infatti parla solo col portiere del palazzo, un edificio cadente, che ha un solo grande
pregio per la vista: tutte le sue finestre guardano alla Puerta del Sol. Cosi’,a poco a poco, anno per anno, Coep ha detto poche cose al suo portiere,ma tutte efficaci. Dicendo di vivere con una piccola rendita
familiare, di essere gallese, di aver studiato lo spagnolo in una non precisata universita’ dell’Inghilterra
dove si sarebbe laureato anche in pschiatria e di essere arrivato in spagna per studiare i fenomeni e le
dinamiche mentali che rendono l’umanita’ sadica, in particolare l’umanita’ femminile. In sostanza al portiere
allibito ripeteva sempre di essere uno studioso principalmente di donne sadiche.

E’ smisurato il potere degli angeli. Indefinibile,inconmensurabile. Sono capaci di guardare ovunque, di essere
ovunque. Possono osservare da grandi distanze la sofferenza degli uomini perche’ per gli angeli ogni uomo e’
una storia che racchiude in se’ una straordinaria testimonianza di vita. Con ogni uomo puo’ svilupparsi
una indagine sociale, un resoconto del territorio in cui vive, una circostanza che rende unico e irripetibile
l’uomo osservato. Gli angeli formano un cerchio, scelgono la storia e la studiano.  In genere e’ una scintilla, l’inizio di un fuoco debole, o una luce, o un qualcosa che colpisce e che costringe queste anime pure a guardare..guardare..guardare..
Nel 2007 nella citta’ italiana di Trento succede qualcosa. Certo non un nuovo Concilio. Agli angeli questo non interessa. E’ invece una dinamica, quella di un uomo solo, a cui, inaspettatamente, si aprono le porte
dell’amore,ma che soffre, soffre lo stesso. Soffre alla vista di orsi inbalsamati che nella citta’ da qualche parte si trovano. Soffre con la lettura di libri che narrano di caccia, di inbalsamazioni, di stragi di orsi. Soffre nel sapere che se ne uccidono ancora, che altri sono catturati e lasciati in spazi innaturali, privati dei loro
boschi, umiliati dagli interessi degli uomini. Poi ricollega questa sua sofferenza ad una sofferenza altre volte
vissuta nelle terre di Francia dove aveva visto di peggio nelle cartoline dell’epoca o nei depliant venduti
ai turisti che mostravano gli orsi costretti a fare i numeri per alzarsi, girare, rotolare. Come del resto anche a
Trento succedeva nel tempo passato. E dopo l’antico ecco ora il moderno dei circhi.  Quest’uomo si domanda sulla vendetta, sulla giustizia e poi, soffocato ancora di dolore, con un dolore troppo vivo e
insopportabile, emerge dal suo pensiero l’idea della dimensione parallela che diventa un conforto, un unguento da spalmare sulle ferite del cuore. Agli angeli questo basta. L’uomo e’ arrivato a domandarsi della dimensione parallela. Decidono di studiarlo, sanno che quest’uomo porta con se’ almeno tre delle caratteristiche che sono sufficienti agli angeli per decretarne l’osservazione. L’uomo ha la sofferenza, ha prodotto un’idea importante e avra’ presto anche la morte. Si tratta quindi di capire dove si spingera’ con la sua anima fino alla fine della vita. Ma perche’ gli angeli hanno questo interesse?

L’uomo morira’ un anno dopo, nello  stesso giorno, nello stesso istante, nel momento esatto che attrasse
gli angeli e che porto’ gli angeli a filmare la sua vita un anno prima. Ma quel giorno, di un anno prima, gli
angeli decisero che il tutto della sua esistenza andava rivisto e studiato solo alla fine. Ma perche’?
Sarebbe forse diventato come loro? No, non lo sarebbe diventato ma era riuscito ad entrare nella dimensione parallela e a rivedere, tra le altre bellezze, anche tutti i momenti piu’ belli della sua vita.
Ora era in compagnia degli orsi, tanti orsi che aveva visto massacrati. E tanti cuccioli di orso che aveva
visto come tanti bambini disperati.  Era come avvolto da un territorio infinito di luce dove vivevano tribu’
di animali di ogni specie che lasciavano al vento i loro odori e il vento ricollocava questi odori in oasi di
pace dove altri uomini ora ridevano della sofferenza subita quando erano in vita. La citta’ di Trento c’era
ma era piccola, molto piccola e ricadeva in prati sterminati. Da lontano si potevano osservare strane luci,
piccole e in movimento. Erano luci di un colore particolare che segnava gli orsi che furono imbalsamati e
che adesso uscivano da tutte le parti, dai musei, dalle biblioteche, per dirigersi verso il loro branco.
Tutti i muri, i palazzi, le finestre e gli arazzi di Trento, le strade, i monumenti, le chiese diffondevano
l’ondulare raffinato e sottile di un qualcosa… qualcosa di impalpabile, come un’energia indefinita
che dava silenzio ad una umanita’ che non si vedeva. Nella storia dell’uomo di Trento c’era tutta la
filmografia degli avvenimenti della sua vita e vi era quindi anche iscritto al film uno spazio ben definito
fatto di montagne, di boschi, fiumi e laghi e ruscelli,oltre che pietre, oltre che sassi. Poi c’era il ricordo della sua donna bellissima, della sua presenza sempre costante, della sua voce sempre presente, giorno per giorno.

Chi sono gli angeli? Sono anime con un potere assoluto, si distinguono per questo dalle anime che hanno un
potere circoscritto e delimitato dal loro destino. Scelgono  di osservare  per capire la sofferenza degli uomini.
Si formano a cerchio e guardano da lontano. L’oceano e’ potente. Per molti uomini gia’ solo la vista di questa
potenza delle acque e’ un messaggio di liberazione. Dal 2007 al 2011, di anno in anno, da giorno a giorno,
istante per istante, gli angeli studiano il passeggiare dolente di una umanita’ che guarda il mare. Sono esattamente ventisette gli uomini osservati nel loro passeggiare tra un immenso di rocce, di spazi e di mari a
La Coruna, in Spagna. Un tempo porto strategico, e un tempo ancora, piu’ antico, terra che volava verso
l’infinito. Il Finisterre, la terra che finisce quando gli uomini non conoscevano piu’ nient’altro oltre la terra
guardando il mare. E allora tutto era possibile pensare. Ma questa geografia dell’infinito, ora che si conosce tutto,sorprendentemente rimane ancora. I ventisette uomini hanno questo sentimento fisso. Guardano le potenze, le distanze, le curvature dei mari e sentono la terra che finisce allo stesso modo di come altri uomini la sentivano prima della scoperta di Colombo. Sentono ancora lo stesso mistero,la stessa angoscia, lo stesso sottile filo di speranza perche’ qualcosa in quei mari succede, comunque. Il Finisterre esiste, esiste ancora per
loro, ma perche’. Come puo’ esistere una terra che finisce se si e’ ormai certi che un’altro continente aspetta
dall’altra parte. Eppure per tutti questi uomini c’e’ lo stesso sentimento,ancestrale,come la domanda.
La terra finisce, e dopo? A La Coruna tutta la potenza espressiva e’ data dal contrasto tra la forza degli spazi
e dei mari  con la forza delle rocce alte che potentemente ricadono tra i mari. I ventisette uomini vedono in
queste scene i loro progetti di liberazione dal codice di morte. Anche per questo sono osservati dagli
angeli. Il codice di morte e’ una terra di origine, un luogo senza speranza. L’oceano e’ il nuovo mondo, una nuova vita, un’altra storia. Una rinascita, una vita che ricomincia come dal primo giorno. La terra non finisce, la terra permette di ricominciare come se il passato non esistesse. Meglio, il passato e’ gia’ cancellato, basta
solo fissare lo sguardo e puntarlo verso l’infinito. Poi pero’ c’e’ anche un contrasto, terribile e lacerante. Il codice di morte mantiene ancora intatta la sua capacita’ di incidere sui sentimenti di liberazione.

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