Accadde un Giorno a Primavera (ANTEPRIMA)

ACCADDE UN GIORNO A PRIMAVERA (ANTEPRIMA)

Un giorno accadde, era primavera. Forse  in uno dei primi giorni della stagione, forse in un istante
imprecisato. Ma la storia gia’ esisteva, iscritta, pronta per rivelarsi e manifestarsi a tre uomini e ad una donna che era bella, luminosa e capace di amare veramente.  Rara, rarissima la donna con gli
occhi di fanciulla e uno sguardo tenero, acceso di grazia. Avrebbe potuto quello sguardo rendere
felice tutto il mondo. Isabel, Isabel, si chiamava Isabel. Quando era povera e lontana dalla sua
famiglia gli fu detto:”Tuo padre è morto!”. E lei era caduta e non riusciva a rialzarsi. Paralizzata!!
Il letto era rimasto il suo unico compagno e guardava gli spazi della sua stanza Isabel sognando un
giorno di poter essere ad un passo dagli oceani e vedere le acque e bagnarsi e poi lasciarsi andare.
Ma poi tutto cambia nella sua vita, inaspettatamente come l’arrivo di un miracolo. Dieci anni dopo
Isabel e’ una donna ancora piu’ bella e forte, ricca,importante, vincente, anche potente. E’ capace
di scalare le montagne e le sue gambe sono attrezzi formidabili di vero acciaio che potrebbero forare
le rocce o diventare gli assi per un grattacielo di novanta piani. Ma che cosa succede in questo
decennio? E’ una zona d’ombra, un periodo misterioso e sconosciuto della vita di Isabel. Una sola
circostanza si conosce. La donna viaggia diverse volte l’anno e per tutti gli anni del decennio e
sempre in distinte stagioni verso la Sierra de Ancares, una localita’ montana della Galizia, in Spagna,
proprio ai confini con la Castiglia Leon, un’altra regione autonoma dello stato spagnolo.   In uno
dei primi anni succede che, un giorno a primavera, a Isabel arriva per posta, da un mittente sconosciuto, una busta con dentro il libro “Malattia e Destino” senza un biglietto che possa contenere
anche una sola riga, una frase, un saluto….niente di niente…ma Isabel si accorge che la copertina
del libro ha un numero di classificazione che e’ precedente al numero riportato sulla croce innalzata
nella tomba del padre. E si accorge ancora Isabel che qualcuno ha scritto un passaggio sulla stessa
copertina:”Ti  consiglierei di fare questo concorso,puoi vincerlo e cambiare la tua vita, la domanda
scade il….!!”. Il giorno di scadenza della domanda e’ precedente al giorno della morte del padre.
La frase e’ scritta in spagnolo ma il libro e’ stato stampato in lingua italiana. Ad Ancares alcuni giorni
dopo Isabel incrocia un cane bellissimo, grande, biondo, un cane portentoso, fiero, sicuramente un
cane pastore che sceglie qualche ora di riposo accucciato davanti all’osteria del suo padrone. E l’anno
dopo, quando Isabel ritorna, il cane non si vede piu’. Allora domanda in giro del cane e trova un
contadino che triste gli risponde:”Ha muerto! La vida es triste, muy triste”. Ma poi il contadino aggiunge che il cane non e’ morto veramente e che per capire questo mistero bisognerebbe leggere
un libro magico che si trova nascosto tra le montagne della Sierra e che finora nessuno e’ ancora
riuscito a trovare nonostante si sia adoperata, in questa ricerca, una svariata e anche importante
umanita’. Poi infine saluta, lasciando Isabel nello stupore, dicendo tre cose in uno stentato italiano:” Si ricordi del dialogo tra gli uomini e i cani, degli uomini lupo e della misteriosa e terribile vendetta
dei cani e degli uomini lupo!!”.  Isabel ha freddo e cerca riparo nell’osteria del paese. All’ingresso
la grande sala sembra vuota. Il silenzio viene di tanto in tanto compromesso dai suoni di un
televisore che trasmette il film italiano “Anonimo Veneziano”. La musica del film sconvolge Isabel
e anche tutto il resto che succede oltre la pellicola, il resto che succedera’ tra poco nella sala. Il
film narra la storia di un musicista che sta per morire e che vuole rivedere per l’ultima volta la sua
donna d’amore. E la vuole rivedere a Venezia. Isabel fissa lo schermo. Ora la scena fa parlare il
protagonista:”E’ stato trovato un cane tra le acque della laguna, tutto gonfio, ma dovevi guardare
gli occhi, gli occhi del cane, bellissimi e pieni di dignita’ “. Alle spalle  del televisore un gigantesco
manifesto riporta il dialogo tra un uomo e un cane. L’uomo si rivolge al suo cane con una domanda:”Non ti avevo mai lasciato, sei sempre stato con me. Quando ho dovuto distaccarmi da
te per la mia malattia tu hai sofferto e ti sei ammalato? E’ stata la mia malattia? Hai sofferto perché
non ero con te ed ero malato?”.
E il cane risponde:” Non lo saprai mai”.
“Tu hai preso con te tutte le cose peggiori della mia malattia, le hai prese e le hai fatte diventare la
tua malattia….hai voluto salvarmi?”.
“Non lo saprai mai”.
“Ma almeno hai saputo, hai sentito che ti ho amato con un amore grande e profondo….”.
“Questo si l’ho sempre saputo.”
Isabel si guarda intorno perché  gli viene a mancare la forza che poco prima aveva attratto il suo
sguardo fisso e diretto al manifesto della parola tra l’uomo e il cane. Si guarda intorno e vede grandi
spazi vuoti e percepisce odori, anzi profumi di cani. Il profumo di un cane sudato, il profumo di un
cane bagnato. E percepisce suoni come fossero cori musicali. Il respiro di un cane, il russare di un
cane. Ma non capisce, gli spazi sono vuoti, non ci sono cani. Rompe il silenzio il passo pesante di
un uomo enorme. E’ l’oste e guarda Isabel e poi gli lancia un sorriso con la grazia di una carezza.
E gli parla:” Non abbia paura, non ci faccia caso, sono dei pelandroni, stanno sempre a dormire!!”.
“Cosa?”, domanda Isabel…Allora l’oste:” Venga con me, le faccio vedere dei libri strabilianti. Sono
cento in tutto e gli esperti a cui mi sono rivolto dicono che, per la fattura della carta e la natura
dell’inchiostro, sono stati stampati all’incirca un secolo fa ma vi sono raccontate anche storie dei
nostri giorni, datate e con riferimenti precisi che sono impressionanti. Guardi questo, guardi il titolo
della copertina:” Il dialogo tra un uomo e un cane”. Scritto un secolo fa e racconta di un viaggio che
l’uomo compie con il treno che percorre la ferrovia del Transcantabrico!. Si rende conto? Io non so
se quella ferrovia esisteva un secolo fa, ma sicuramente non esisteva per come viene raccontata…
Guardi…legga…legga.. Si parla di turisti in viaggio nell’anno 2013!! Capisce? 2013!

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